È arrivata l’estate, sentenzia Google. Sarà, ma noi non ce ne eravamo accorti. Tra trombe d’aria, temporali e frane, questo scorcio di fine giugno sembra annunciare più l’inizio d’un cupo periodo autunnale che quello della bella stagione.
Il 21 giugno ricorre il solstizio d’estate, vale a dire il giorno in cui – nell’emisfero boreale – il giorno raggiunge la sua massima durata e dovrebbe simboleggiare – almeno in teoria – l’inizio ufficiale della stagione estiva.
Ma – guardando il cielo – l’estate sembra davvero una lontana eco d’altri tempi.
Ormai, l’argomento “meteorologico” monopolizza – più del solito – i discorsi da bar, da coiffer, da ascensore, fino a permeare anche i rapporti che non vivono di formalità ma che – comunque – sembrano non trovare argomento di discussione più affascinante del tempo.
Dev’essere per questo che persino Google - che in genere concede il proprio logotipo alla celebrazione di grandi eventi o di anniversari celebri – ha deciso di “parlare del tempo” dedicando una serie di 4 logotipi raffiguranti caldi, assolati, rilassanti paesaggi estivi.
La scelta di celebrare il solstizio d’estate – però – non riguarda tutte le homepage nazionali dell’azienda di Mountain View.
Google.com, infatti, non riporta nessun logotipo dedicato. A mostrare i 4 doodle a tema estivo – invece – sono le homepage italiana, russa, danese, spagnola, greca e poche altre. Germania e Francia – ad esempio – hanno deciso di celebrare nel logotipo non l’estate, bensì il centocinquesimo anniversario della nascita di Jean Paul Sartre, molte homepage europee – invece – hanno optato per una neutrale astensione da celebrazioni di ogni tipo.
Quel che è certo è che – date le condizioni meteorologiche – l’inno di Google che recita: “È arrivata l’estate” sembra quasi uno sfottò.









