Sicurezza online: i genitori si trasformano in cyberpoliziotti

news, web 2.0 | pubblicato da Anna Coluccino il 15 marzo, 2010
Sicurezza online: i genitori si trasformano in cyberpoliziotti

La crescente paura riguardo ai pericoli della rete sta assumendo proporzioni preoccupanti.

Lo spirito neo-luddista di certa stampa e la frequente corsa all’allarmismo che i media intraprendono ad ogni minimo episodio di cybercrimine, non aiuta né i genitori – paranoici quasi definizione – né aiuta i figli - insensibili per default a ciò che “i grandi” sostengono.

Con l’apertura di nuovi canali di comunicazione e la diffusione di dispositivi hi-tech, aumentano le possibilità a disposizione di ogni essere umano, e – giacché anche i criminali sono esseri umani – aumenta anche lo spettro d’azione dei delinquenti.

Nulla di apocalittico insomma, sono nuovi problemi che richiederebbero nuove soluzioni. E invece?

E invece l’overreaction è ormai uno standard.

Spiare nel diario dei propri figli è sempre stato riconosciuto come un atto deprecabile. Seguirli senza una più che motivata ragione equivale ad essere considerati – giustamente – degli ansiosi patologici. Spiare dal buco della serratura ciò che fanno nella loro camera sarebbe un atto a dir poco maniacale.

Eppure – negli USA – è stato da poco lanciato un software che consente ai genitori di diventare dei cyberpoliziotti – o meglio – dei cyberdetective. Possono controllare le telefonate dei loro pargoli, seguire i percorsi di navigazione in rete, controllare la loro mail, vedere cosa scaricano, con chi parlano, come videochattano.

Insomma, un software creato apposta per gli impiccioni.

Gli scenari che si aprono in seguito a questa “geniale” trovata sono due:

1- I ragazzi – scoperta la follia dei propri genitori – chiederanno l’emancipazione oppure opteranno per l’abbandono della rete e ricorreranno alle care, vecchie fuitine notturne.

2 – Verrà ingaggiata una guerra hackeristica tra giovani arrabbiati che chiedono privacy e genitori preoccupati che vogliono sapere tutto sulla vita dei propri pargoli.

Inutile sottolineare quali sia, in questa contesa, il fronte favorito.

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