Session Test, misteriosa applicazione Twitter-Facebook

social network | pubblicato da ciaopeople il 2 luglio, 2009
Session Test, misteriosa applicazione Twitter-Facebook

Da un pò di tempo, chiunque voglia accedere all’applicazione che permette di aggiornare contemporaneamente il proprio stato su Facebook  e su Twitter, si è trovato davanti ad un classico messaggio di errore che recita così:”Errore durante il caricamento della pagina da session test. Ci sono ancora alcune cosette che Facebook e i creatori di session test stanno cercando di sistemare. Apprezziamo la tua pazienza mentre cerchiamo di risolvere questi problemi. Nel frattempo è stata registrata una notifica dell’errore: se dovesse ripetersi, riprova tra qualche giorno. Grazie!”. Fin qui tutto bene, ma quel “riprova tra qualche giornoè diventato più di una settimana. L’unica possibilità che ci viene data dal messaggio è cliccare sul link “Session Test”, ma ecco che si presenta la seconda parte del problema.

Session Test non è altro che una feature creata da uno strano individuo in tuta da neve che si fa chiamare Bob Mc Test. Nel momento in cui si prova ad accedere all’applicazione si viene rimandati di nuovo alla fan page di Session Test. Molti utenti infastiditi hanno subito invaso la pagina di commenti riempiendo di insulti Bob, ritenuto il vero responsabile del mancato funzionamento. Inizialmente si può pensare che quest’ultima sia stata creata da Facebook per monitorare gli errori, non è così. Infatti siamo davanti ad una Application not developed by Facebook (non sviluppata da Facebook), il che aumenta l’alone di mistero che circonda Session Test.

Infine, sembra che questo problema non sia altro che l’ennesima scontro tra Twitter e Facebook, cominciata dopo il rifiuto del primo ad una proposta d’acquisto da parte del secondo. Il clima teso tra i due social network è, ulteriormente, evidenziato dalle parole di Elliot Scharge, membro della crew di Zuckerberg, che interrogato sull’errore dell’applicazione ammette:“A questa domanda sarebbe più appropriato che rispondesse Twitter , perché sono stati loro a creare l’applicazione!”.

Francesco Geremia

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