Google Earth e Google Maps, i servizi che permettono di controllare dal web le strade di mezzo mondo, non sono precisi ed infallibili.
Questo perché non tutte le zone del mondo sono coperte dalle mappe del sito americano.
OpenStreetMap, una fondazione britannica no profit, sfida Google decidendo di intervenire aggiornando personalmente le suddette mappe satellitari.
“Ci sono zone del mondo che non sono disponibili sui navigatori satellitari perché manca un tornaconto economico a realizzare i programmi”, sostengono i membri dell’associazione, che intendono sopperire a questa grave mancanza aggiornando le cartine ignorate dai satelliti, a partire dalle strade di Gaza.
Uno dei lavori di maggior vanto, infatti, di Open Street Map, è quello di aver creato delle mappe satellitari anche in zone povere come Gaza o Baghdad, per permettere anche in quelle aree l’utilizzo di strumenti satellitari e navigatori.
“I colossi come Teleatlas o Navteq naturalmente non avevano nessun interesse commerciale a produrlo”, denunciano dalla fondazione no profit inglese.
È bastato acquisire delle immagini satellitari generiche, elaborarle dal punto di vista informatico e geografico, e aggiornarle pian piano ad ogni viaggio o ad ogni cambiamento nell’assetto delle strade.
Quest’iniziativa è una sorta di Wikipedia delle mappe del pianeta: ogni utente può aggiungere le sue conoscenze “dal basso” in merito alla geografia e alle mappe stradali.
Anche Google, con Panoramio ha aperto al contributo esterno permettendo la visualizzazione dei luoghi attraverso le foto degli utenti.
Sarà che a Mountain View hanno saputo di OpenStreetMap e stanno correndo ai ripari!?
Alessandra Pugliese









