Opensocial: vi raccontiamo il Google hackathon di Londra
2008 ore 14,11
postato da Dario
Cosa fanno i giganti mondiali del social networking, riuniti insieme nella sala conferenze della British Telecom di Londra? Semplice: rivoluzionano internet. Il 6 Aprile 2008 Google ha organizzato un hackathon (una hack-marathon) di un’intera giornata per il suo progetto Opensocial (vd post precedente).
In quanto application development manager di Ciaopeople ho partecipato all’incontro e, nonostante i litri di birra offerti da Google, sono ancora qui per raccontarlo. Londra, con le sue 300 lingue parlate, decine di etnie e 20 linee di metropolitana fittamente interconnesse fra di loro è la città perfetta per un incontro del genere.
Il blog di Google Opensocial recitava:
The event will start at 11am and go as long as people can still type. We’ll provide all the food you need (including pizza and beer), as well as a strong wireless network and power outlets.
ed io, per evitare figuracce e non sentirmi dire che noi italiani abbiamo una concezione dilatata dello spazio-tempo quando si parla di appuntamenti…sono arrivato alle 10, un’ora prima. Risultato: sono arrivato per primo ed ho potuto assistere per un’oretta al soundcheck di Google che insieme allo staff di British Telecom preparava l’accoglienza. Poi pian piano la gente ha iniziato ad arrivare ed abbiamo fatto conoscenza tra litri di english tea, caffé e croissants. Dopo il breakfast è iniziato il convegno vero e proprio, ci siamo allacciati alla rete wi-fi di British Telecom e ci siamo trasferiti nella sala conferenze.
Dan Peterson, product manager di opensocial, ci ha introdotto il programma della giornata e ha iniziato a introdurre gli ospiti presenti in sala: dai developers di Myspace ai ragazzi di Netlog, dallo staff tecnico di Xing a quello preparatissimo di Last.fm, fino ad arrivare a piccoli giganti come Orkut, Hyves e StudiVZ.
Dopo la presentazione delle rispettive piattaforme ed intenzioni riguardo alle possibilità offerte da OpenSocial, è iniziata la fase di coding vera e propria: coordinati da Cassie Doll del team di Google abbiamo passato le ore seguenti (fino alle 18:30 ed oltre…!!) a sperimentare con il codice javascript dei social-widgets. A fine pomeriggio è arrivato il momento delle demo: i vari developer hanno mostrato al pubblico il funzionamento delle applicazioni sviluppate: widget per gestire dei mini-wiki, per accedere al profilo musicale su Myspace o a quello su Last.fm … semplici prototipi più o meno abbozzati ma decisamente impressionanti come potenzialità.
Infatti se il web 2.0 ha dato anche ai non addetti ai lavori la possibilità di gestire la propria presenza in Rete con una miriade di Content Management System e di Social network, la nuova frontiera della Rete sarà a breve la possibilità di inserire nelle proprie pagine dei piccoli widget, vere e proprie mini-applicazioni che personalizzeranno instantaneamente la grafica e le funzionalità delle proprie pagine. Un po’ come già siamo abituati a vedere sui vari servizi come iGoogle, Netvibes, Pageflakes ma con in più la potenza delle relazioni fra gli utenti dei social network.
Immaginiamo ad esempio un widget per mostrare ai nostri amici quanto i nostri gusti musicali sono compatibili (utilizzando i dati di last.fm), o quali libri abbiamo letto in comune (usando anobii.com) o se ci piacciono gli stessi film (vd flixster.com). Gli scenari sono potenzialmente infiniti e limitati solo dalla creatività degli utenti / programmatori. Chiunque infatti con Javascript potrà programmare e condividere con la Rete un piccolo videogioco, un lettore di news o un widget per gestire un guestbook, avendo la certezza che funzionerà su tutti i siti che aderiranno alla opensocial foundation: potenzialmente quindi un pubblico di milioni e milioni di utenti condividerà le stesse applicazioni e gli stessi contenuti, allargando il concetto di ipertesto verso quello di social-hypertext; prepariamoci all’avvento della widget economy!
Tornati nella sala comune dopo le mini-conferenze delle varie demo, abbiamo trovato una gradita sorpresa: decine e decine di pizze e bibite per tutti! In quel momento un pensiero è sorto spontaneo: “I’m feeling lucky“, ma ho evitato di dirlo allo staff di British Telecom / Google per ovvi motivi. Temevamo fossero quasi troppe, erano davvero decine e decine di cartoni di pizza ma devo dire che ne sono rimaste davvero poche non divorate! L’hackathon ha iniziato a prendere tutt’altra piega, il social networking da digitale è diventato reale e abbiamo iniziato a scherzare, ridere, l’atmosfera è diventata ancora più accogliente e quasi ha sfiorato il delirio quando sempre su invito di Big Google abbiamo raggiunto il Lord Raglan’s Pub, a pochi metri dalla sede del convegno. Litri e litri di birra per digerire le decine di nozioni di javascript, PHP, RESTful divorate nel pomeriggio (nonchè, ahem, la pizza…) .
A quel punto tra brindisi e partite a biliardo l’hackathon ha reso evidente a tutti che la vera forza del social networking non sta in questa o quella architettura di rete, in un linguaggio di programmazione piuttosto che in un server particolare. La vera forza di ogni social network sono le persone, la loro voglia di conoscersi ed interagire per imparare e condividere. Ecco, in questo senso il Google Hackathon di Londra è stata un’esperienza formidabile, che oltre ad aprire nelle nostre menti nuovi orizzonti per le tecnologie del social netowrking ha rafforzato la voglia di metterci alla prova e collaborare.
A Londra il 6 Aprile, mentre noi discutevamo del futuro del social networking, è passata la fiaccola olimpica: ci piace vederla come una metafora dell’orizzonte di Opensocial. In fondo le Olimpiadi possono essere viste come un antichissimo e stupendo social network, le cui radici affondano ai tempi in cui Seneca affermava L’uomo è un animale sociale. La torcia Olimpica che attraversa la città è stata una splendida e beneaugurale coincidenza; peccato che a testimoniare la presenza Italiana ci fossimo solo noi di Ciaopeople.
Dov’erano gli altri?
Dario Caregnato
application development manager
photos by Jason Cartwright @ flickr








































EN Ciaoblog
14.04.2008 alle 9:36 am
Sto per andare a riprendere la cosa su Webnews.it, ma segnalo anzitempo solo una probabile svista: l’uomo penso sia un “animale” sociale
http://it.wikiquote.org/wiki/Seneca o sbaglio io?
Grazie
14.04.2008 alle 10:01 am
Ahemmm ops ops ops
è stato un piccolo refuso, grazie per averlo evidenziato! Ho corretto l’articolo, “l’uomo è un uomo sociale” era un nonsense decisamente lapalissiano! Au revoir 