Mar 28

Yahoo, MySpace e Google hanno annunciato la realizzazione di OpenSocial Foundation, un’organizzazione no-profit che promuove uno standard universale per lo sviluppo di applicazioni di social network. Un esempio concreto di quanto il processo di ‘appiattimento’ del mondo stia proseguendo in maniera sempre più veloce, coinvolgendo ora anche i social network. Grazie alle nuove tecnologie e ad internet il mondo si è trasformato da rotondo a piatto, favorendo la collaborazione tra i singoli individui nei posti più remoti del pianeta e consentendo loro di interagire e lavorare agli stessi progetti.
Il concetto di comunità che condivide gli stessi strumenti per implementarli e standardizzarli è un elemento fondamentale con cui le aziende devono misurarsi se vogliono essere ancora protagoniste dell’attuale scenario economico.

OpenSocial Foundation è un’organizzazione no-profit creata da Google, Yahoo! e MySpace per “assicurare la neutralità e la longevità di OpenSocial quale comunità aperta per la creazione di applicazioni condivisibili in modo trasversale sul Web.”, come è riportato nel comunicato stampa di Yahoo! OpenSocial è stato lanciato lo scorso autunno con lo scopo di aiutare gli sviluppatori a creare un sistema unificato di applicazioni utilizzabili su qualsiasi sito di social network.

Joe Kraus, direttore della divisione product development di Google, ha commentato l’iniziativa alla conferenza su OpenSocial Foundation, con queste parole: “Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano, vai con gli altri. OpenSocial ha intenzione di andare lontano.”

Condivisione e collaborazione sono queste le parole chiavi della nostra società, della nostra economia, che da qualche anno ha iniziato un processo di “appiattimento” come lo ha definito Thomas L. Friedman  nel suo libro “The world is flat” (edito da Farrar, Straus & Giroux).

Da dove nasce la definizione di Friedman secondo cui la nostra società sta vivendo un rapido processo di appiattimento?

Il concetto del mondo piatto nasce dall’attenta analisi di alcune forze, tra cui l’uploading e quindi internet, l’outsourcing, l’insourcing e molte altre ancora, la cui combinazione ha causato l’inevitabile caduta delle barriere tra i paesi, ha consentito ad aziende e a persone di scavalcare i confini delle proprie nazioni e di collaborare tra di loro nonostante le enormi distanze.

Strumenti che fino a qualche anno fa erano proprietà di pochi popoli eletti, grazie ad internet e alle nuove tecnologie, sono stati resi accessibili a tutti, anche alle parti più remote del mondo e attraverso la condivisione sono soggetti a continua implementazione.

Il processo di appiattimento ha avuto ripercussioni notevoli soprattutto sulla sfera del web e del software perché ha consentito la crescita di comunità di sviluppatori che in un mondo piatto possono collaborare anche a distanza sugli stessi tool, sulle stesse applicazioni migliorandole e standardizzandole.

Si è generato in tal modo un work flow che vede l’interazione non solo tra le aziende ma tra i singoli individui.  Ogni individuo che ha a propria disposizione la giusta infrastruttura e connessione ad internet può entrare a far parte di questo processo di appiattimento e contribuire in prima persona a realizzarlo, trasformando il flusso della creatività e dell’innovazione.

L’OpenSocial Foundation sembra quindi rappresentare appieno questa dinamica di appiattimento, interessando quella che è la sfera dei social network attraverso l’incentivazione su scala globale di uno standard universale per gli sviluppatori che lavorano per i siti di social media.

Durante la conferenza i partecipanti hanno puntualizzato quest’aspetto importantissimo: “Gli ingegneri delle tre grandi entità industriali (MySpace, Yahoo! e Google) lavoreranno insieme al progetto. Tutte le specifiche sono disponibili sotto la licenza di copyright creative commons. In questo modo si vuole incoraggiare gli sviluppatori ad implementare le specifiche dell’OpenSocial senza temere che Google schiacci i loro sforzi. Una volta che la fondazione sarà creata, otterrà simili convenzioni da tutti i partecipanti per assicurare un campo da gioco livellato.”

Gli ingegneri e gli esperti informatici delle società partner potranno quindi lavorare sulle stesse API, al fine di creare un prodotto standard valido per l’intero web.

È questa la strada che hanno intrapreso le aziende e verso cui si muoveranno con sempre maggiore rapidità se non vogliono essere estromesse dai giochi.

A questo punto c’è da chiedersi come mai Facebook e MSN manchino all’appello di questo grande progetto di condivisione.

Il loro rifiuto di far parte di OpenSocial Foundation insieme alla scelta da parte di Facebook di aderire a Windows Live Contac API ha tratteggiato una linea di demarcazione netta che li separa in maniera definitiva dall’evoluzione del web che il progetto OpenSocial Foundation sta determinando e di cui fanno parte il gran numero dei siti di social network come ha specificato Gianluca Cozzolino, Ceo di Ciaopeople, in un commento al post su Google Italia Blog: “MSN non aderisce al progetto Open Social bensì sposa il progetto consultabile al link Windows Api Contacts . A questo progetto aderisce, forse influenzato dalla modica somma di 240 milioni di dollari versati pochi mesi fa per l’acquisizione del 1,6% del social network di Mark Zuckerberg, l’innovativo Facebook. Ci troviamo quindi di fronte da una parte, Facebook e Microsoft e dall’altra Google, Myspace, Yahoo, Hi5, Orkut, Friendster, Linkedin…”

Sembrerebbe quindi continuare la guerra tra Microsoft e Google anche se al momento risulta abbastanza impari visto che la maggior parte dei social network hanno scelto il colosso di Mountain View.

In un mondo piatto in cui la gerarchia e la verticalizzazione sono sempre più sostituite da una forte spinta orizzontale e verso la collaborazione, la condivisione e quindi l’open source sono i presupposti fondamentali alla base dello sviluppo e dell’evoluzione.

Simona Fiore
Redazione Qbr Magazine

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