La battaglia legale che la famosissima band inglese aveva intentato contro il colosso musicale EMI ha avuto fine nella giornata di ieri.
I Pink Floyd hanno vinto ed EMI sarà costretta a modificare la propria strategia di vendita per ciò che concerne la produzione musicale della storica band britannica.
I Pink Floyd – infatti – avevano deciso di ribellarsi al fatto che EMI vendesse singolarmente i brani facente parte di concept album.
I concept album sono caratterizzati da un “tema unificante”; un tema che può essere strumentale, narrativo, compositivo o lirico. Vendere singolarmente delle tracce che sono state create per essere unite l’una all’altra e ascoltate in una sequenza data, equivale – secondo i Pink Floyd e da oggi anche secondo la legge – a “minare l’integrità artistica dell’album“.
La band inglese l’ha spuntata proprio grazie ad una clausola presente nel contratto originale – stipulato con EMI molti anni or sono –  che obbliga l’etichetta discografica a “preservare l’integrità artistica dell’album” e – non avendo rispettato tale clausola – EMI sarà costretta ad un risarcimento pari a sessantamila sterline e al ritiro dei brani dei Pink Floyd dai propri online shop.
La disputa è avvenuta in privato e – pertanto – non si conoscono i particolari della sentenza; EMI, infatti, ha chiesto l’oscuramento delle notizie per ragioni di “riservatezza commerciale”.
Ciò che è certo è che la vittoria dei Pink Floyd è assoluta: il giudice ha rifiutato la richiesta della casa di discografica di ricorrere in appello.
Di sicuro, non saranno queste 60.000 sterline a far la fortuna di Waters, Gilmour e Mason; nel 2009 – infatti – sono tutti apparsi nella lista dei ricconi stilata dal Sunday Times, con patrimoni stimati per diverse decine di milioni.
Si è trattato – quindi – di una battaglia legale “di principio”, in cui il desiderio di veder rispettata la propria opera ha di sicuro prevalso sugli interessi economici.









