Moussavi porta in Iran la Twitter Revolution

social network | pubblicato da ciaopeople il 18 giugno, 2009
Moussavi porta in Iran la Twitter Revolution


I social network, grazie alla facilità di condivisione, sono sempre più utilizzati per diffondere cause sociali, soprattutto per quanto riguarda i diritti delle persone. Il caso è stato sollevato dalla situazione iraniana di questi giorni, nella quale si sta assistendo ad una vera e propria azione sovversiva da parte dello Stato, nella persona del Presidente Mahmoud Ahmadinejad, reo di aver impedito ogni tipo di comunicazione durante le ultime elezioni.

Il popolo iraniano non ha voluto soccombere a questa forma di repressione e ha trovato in internet e in particolare nei social network un alleato per interagire ed organizzare la controffensiva. Twitter è stato letteralmente invaso da gruppi in sostegno del leader dell’opposizione, Mir Hussein Moussavi, tra i quali il feed ufficiale Mousavi1388, laddove 1388 sta ad indicare l’anno nel calendario persiano, è arrivato a registrare circa 7.000 seguaci sostenitori.

La “moda” di utilizzare spazi interattivi per la lotta sociale aveva fatto il suo esordio in Moldavia, durante lo scorso aprile, in occasione dei moti di piazza in seguito alle elezioni che hnnno fatto registrare la vittoria de partito comunista con il 50% dei voti. Da allora è stato coniato il termine Twitter Revolution, una sorta di insurrezione partita dal web e sviluppatasi, successivamente, tra le strade della capitale Chisinau.

Il governo iraniano ha preso le sue precauzioni e ha bloccato ogni tipo di comunicazione, dai cellulari ad internet, proprio per impedire che venissero fomentate scomode iniziative. Ma in men che non si dica il popolo iraniano ha trovato delle scorciatoie per sfuggire ai divieti, e grazie a dei proxy molti riescono a connettersi a siti esteri. A dare sostegno agli oppositori iraniani si sono messe anche persone solidali, come l’americano Austin Heap, un 25enne consulente informatico, che ha fornito i propri proxies privati per navigare indisturbati e senza il controllo vigile dell’occhio governativo. Un altro aiuto valido è arrivato dal Global Internet Freedom Consortium, che ha offerto un software in download gratuito, per aggirare la censura informatica governativa.

Insomma se prima non esisteva luogo sicuro per sfuggire al potere dello Stato, adesso i social network, nati per fornire tutti altri servizi, stanno fornendo anche quello.

Eleonora D’Amore

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