Iporn, come già detto in un post precedente, ha sviluppato una versione del proprio software per gli smart phone della Apple. Quest’ultima, dal canto suo, ha rivisto i programmi pensati per il parental control da istallare sui nuovi iPhone 3G S, decidendo che il nudo non è più da censurare. La prima applicazione rilasciata, libera da tali restrizioni, si chiamava Hottest Girls, ma è rimasta in rete per poco. L’App Store della mela, però, ne ha rilasciato un upgrade che ha permesso di spogliare del tutto le donnine nude che erano visualizzate sullo smart phone. Allan Leung, sviluppatore di Hottest Girls, afferma quanto appena detto in un’intervista a Macenstein. In pratica, ora è possibile vedere anche i nudi integrali sullo schermo del telefono, e, non più, solo corpi in bikini o lingerie. Molti utenti potrebbero non prendere bene questa decisione della Apple, però ci sono alcune ragioni da analizzare prima di giungere a giudizi affrettati.
In primis, con la liberalizzazione del nudo integrale, i controllori dell’App Store potranno rivolgere la loro attenzione su altre applicazioni che possono ritenere inappropriate o maliziose. Secondo, il porno, che piaccia o no, è un’industria che non conosce mai crisi e permetterne di visualizzarlo sull’iPhone farà guadagnare tanti soldi agli sviluppatori dello staff di Steve Jobs, che magari penserà ad un abbassamento dei prezzi. Ciò non esclude che prima o poi si arriverà a guardare un vero e proprio film porno con contenuti espliciti sullo smart phone. In terzo luogo, più lo Store della Apple si apre a nuove applicazioni, più utenti ne usufruiranno. Un negozio virtuale di funzioni scaricabili, maggiormente libero da restrizioni e censure, dal quale si può scaricare qualunque cosa è molto più produttivo, anche se si tratta di un flusso scadente di immagini soft pron. Lasciare il nudo integrale libero di apparire sullo schermo dell’iPhone potrebbe far storcere il naso a molti, ma sicuramente farà la felicità di tutti gli altri, che in fondo, aspettavano una mossa del genere.
Fabrizio Di Meo









