Internet Privacy, ecco le nuove direttive stabilite dalle compagnie

web 2.0 | pubblicato da ciaopeople il 3 luglio, 2009
Internet Privacy, ecco le nuove direttive stabilite dalle compagnie

Non tutti sanno che quando giriamo spensieratamente sulla rete, molti dei nostri dati vegono raccolte dalle compagnie che monitorano i nostri browser. Si, in effetti si sta parlando di una sorta di controllo informatico che permette a società commerciali, istituti di elaborazioni dati e uffici marketing di leggere molte delle nostre informazioni private che magari non desideriamo rendere pubbliche. Certo, è possibile disabilitare i cookie direttamente nella finestra superiore del nostro browser ma, potrebbe significare che molte delle pagine che cerchiamo non verranno visualizzate correttamente. Il Congresso e la Commissione del Commercio Federale americani, come scritto su Yahoo Tech, hanno deciso di dare uno sguardo al web per controllare a che punto fosse l’erosione della privacy in internet.

Dal canto loro molte delle compagnie che ricevono informazioni dai browser, come Coca-Cola, Microsoft, Google e Procter&Gamble, hanno deciso di intraprendere una strada che le conducesse ad un’autoregolamentazione. Una manovra preventiva per non dover aderire a regole troppe rigide, dettate da altri, in un prossimo futuro. Tutti questi marchi internazionali hanno, così, stipulato un nuovo codice di condotta per salvaguardare la tutela della privacy degli internauti. Queste nuove linee guida prevedono che le società dovranno informare gli utenti su cosa vuol dire tracciare i dati tramite la rete, su che conseguenze possono derivare e, soprattutto, annunciare che si sta verificando la raccolta delle informazioni.

Un altro grandissimo passo avanti è stato fatto nell’offrire ai cyber-naviganti la possibilità di evitare, deliberatamente, la sottrazioni delle notizie personali via web. Potrebbe, così in futuro, apparire qualche icona o visualizzarsi qualche pagina che ci rimanderà ad un prospetto esplicativo sul tracking. Dal canto loro i grandi brand, che saranno controllati periodicamente sull’osservanza del nuovo codice, s’impegnano a rassicurare gli utenti in merito alla segretezza dei dati raccolti, che verranno conservati in database sicuri. Siamo, forse, ad un’evidente evoluzione della politica a difesa della privacy, ma resta, comunque, la difficoltà di riuscire ad imbrigliare una ragnatela che si estende a tutto il mondo. Una volta sul web, tutto, in un modo o nell’altro, diventa di pubblico dominio.

Fabrizio Di Meo

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