Avete presente l’aggiornamento sul traffico autostradale?
“Otto chilomnetri di cosa sull’A1 tra Casalpusterlengo e Bologna causa incidente”?
Ecco. Tra non molto serviranno anche per la rete, a meno che non si corra ai ripari.
A causa dello spostamento sempre più massiccio di moltissimi aspetti della vita quotidiana sul Web, la circolazione in rete si è fatta intensa e occore trovare una soluzione che si adatti alle crescenti esigenze di banda. I cavi in fibra-ottica che formano la rete autostradale informatica (la cosiddetta dorsale), rischiano di venire travolti dalla mole di dati che corrono attraverso di essi e necessitano, quindi, un tempestivo up-grade.
Un primo esempio della consistenza di questo up-grade, lo ha fornito Verizon con il recente collegamento in fibra ottica ultra-veloce lungo 900 chilometri che collega Parigi a Francoforte.
E’ solo un primo assaggio, ma ci consente di intuire che sapore avrà la comunicazione di domani.
Il moltiplicarsi delle utilities disponibili on-line (social networking, streaming e download video e audio, file sharing) ha reso di colpo obsoleta la struttura della rete, il che ha dato il via ad una nuova, eccitante sfida: andare oltre la fibra ottica o, quantomeno, reinventarla.
L’attuale sistema consente una comunicazione che viaggia - al massimo -a 10 gigabits al secondo; quello a cui si sta lavorando potrebbe consentire una velocità di trasferimento dati pari a 100 gigabits al secondo.
L’abracadabra che dovrebbe rendere possbile un simile miglioramento consiste nel passaggio dal sistema switching on-off (utilizzato oggi per la trasmissione dati su fibra ottica) ad un sistema di modulazione di fase dell’onda-luce.
So che, per quelli a digiuno totale di fisica, queste parole suonano come un assoluto non-sense, ma fidatevi: funzionerà .









