Il pulsante rosso di Badoo: quando le strategie di web marketing sono borderline

web marketing | pubblicato da ciaopeople il 29 maggio, 2009
Il pulsante rosso di Badoo: quando le strategie di web marketing  sono borderline

Badoo è fra i più grandi social network al mondo ad orientamento dating con oltre 20 milioni di registrati ed un ranking Alexa di 166. La sua valutazione è stata fissata a 300 milioni di $, a seguito dell’operazione che ha portato la Finam a Gennaio 2008 ad acquisire il 10% delle quote societarie del social network per 30 milioni di $.
In Italia Badoo è fra i leader del mercato anche grazie ad una strategia aziendale iper-aggressiva e strettamente legata ad attività di calling e recalling massive.

Ciò che ha attirato la mia attenzione è stato un notevole incremento delle e-mail ricevute da Badoo in cui all’utente viene notificata la ricezione di un nuovo messaggio. Deciso a capirne di più, accedo al sito tramite una delle innumerevoli notifiche che mi sono state recapitate e scopro che Luana, procace ragazza siciliana mi ha effettivamente scritto, wow che bello!

Il contenuto del messaggio mi lascia perplesso, Luana mi chiede infatti se anche io uso l’ultima versione di Ubuntu. Con tutto il rispetto per la ragazza, basta guardare la sinuosità delle sue forme e leggere quali sono gli argomenti che tratta nel suo space per avere la certezza che Ubuntu non sappia nemmeno cosa sia. Comincio cosi a leggere le altre notifiche, c’è chi mi chiede se conosco qualche locale trendy in città nonostante abitiamo a 500 chilometri di distanza, c’è chi mi chiede se sono un podista o se so mantenere un segreto.  Facendo mente locale mi viene in mente che non ho nemmeno una foto caricata sul mio scarno profilo di Badoo e mi sorge il dubbio che tutte queste ragazze che stanno tentando un approccio cosi inusuale non lo facciano perché incredibilmente attratte dal mio charme.

Scopro cosi l’esistenza del famigerato pulsante rosso.

Non ho ben compreso quale sia l’algoritmo che sta alla base del pulsante rosso; esso infatti non viene visualizzato da tutti gli utenti ed ho dovuto girare qualche account per trovarlo ad accompagnarmi durante la navigazione del portale.
Cliccando sul pulsante rosso mi viene garantito che mi saranno proposte le persone disponibili a chattare con me, senza dare informazioni aggiuntive. Il tutto avviene senza accettare alcun disclaimer e soprattutto senza specificare che il mio account e i miei dati sensibili saranno utilizzati da Badoo per inviare messaggi in maniera totalmente casuale ad altri utenti del sito.

Ecco l’esempio di un messaggio robotizzato inviato da Badoo a nome di un utente:

spam.png
La strategia è chiara, il mio messaggio casuale fa partire contestualmente una email di notifica all’utente che Badoo tramite il mio account ha contattato.

Gli utenti che leggeranno i simpatici messaggi che Badoo invia a mio nome probabilmente mi scriveranno a loro volta fosse solo per darmi dell’idiota o chiedere spiegazioni sul perché io abbia chiesto se preferisce far colazione a base di kebab o peperonata. L’opera è completa, la loro risposta farà partire una notifica sul mio account di posta elettronica creando una sorta di circolo vizioso.
Badoo non è l’unico caso che si trova in rete di social network che utilizza “escamotage borderline” per non perdere traffico e resistere alla Facebook-mania;  Meetic multinazionale che ha la potenza economica di far girare i propri spot su Mediaset e di spendere ogni anno svariati milioni di euro in web adv, effettua dei recall sistematici che invitano a leggere dei messaggi che qualcuno ci ha inviato; puntualmente una volta effettuato l’accesso al sito, Meetic ci comunica che i messaggi che c’erano stati inviati sono stati cancellati perché contenenti spam… che gentili!
Sono assolutamente a favore delle notifiche a mezzo mail, sono uno strumento che può risultare estremamente utile; basti pensare a quelle di Facebook, totalmente disattivabili nel caso arrechino fastidio e che danno l’opportunità di essere informati in maniera continua senza la necessità di effettuare il login nel portale.

Il discorso ovviamente cambia totalmente quando le notifiche sono unicamente un mezzo per riportare l’utente a visitare il sito in maniera subdola e con l’ausilio di conversazioni totalmente robotizzate.
La linea che separa uno strumento utile quale la notifica dei messaggi ricevuti e lo spam è molto sottile, ma evidentemente non tutti la pensano allo stesso modo.

Ferdinando Cirillo
Web Marketing Manager Ciaopeople

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