Google e “il problema Facebook”: se i dirigenti sono a caccia di nuove avventure

social network | pubblicato da ciaopeople il 21 aprile, 2008
Google e “il problema Facebook”:  se i dirigenti sono a caccia di nuove avventure

L’ultimo si chiama Ethan Beard. Gli altri sono Sheryl Sandberg, Justin Rosenstein, Gideon Yu e Benjamin Ling. Il direttore del dipartimento social media è solo l’ultimo illustre dipendente di Google passato dietro ad una scrivania di Facebook.
Cinque super dirigenti, un numero imprecisato di impiegati e un unico comportamento: un addio all’azienda di Mountain View e un lavoro nuovo di zecca nel social network di Mark Zuckerberg.

Il caso appare delicato e consistente tanto che qualcuno parla di Google come affetta da un “problema Facebook”. Ironia della sorte, qualche anno fa Google stessa è stata protagonista di una  situazione analoga, ma a parti inverse, perché erano i dirigenti di Microsoft a migrare decisi verso Google, ben più piccola di oggi ma piena di sogni e prospettive.

Cosa spinge un dirigente di una delle internet company più grandi del mondo a spostarsi in un’azienda di minore entità?

In qualche caso si è pensato ad una forma di lealtà verso Sheryl Sandberg, fino a ieri vice presidente delle attività e delle vendite online di Google e oggi Chief Operating Officer di Facebook: è in questo modo che ValleyWag ha commentato il passaggio dell’Executive Chief Jeff Desimone all’azienda di Zuckerberg.
Ma la questione non è così facile, o per lo meno, non lo è per tutti.
Una spiegazione che può aiutare a dare un senso generale all’esodo dal gigante della Silicon Valley è più semplice di quel che ci si possa aspettare: il desiderio di avventura. Dietro un manager arrivato ai piani alti di una delle aziende più grandi del mondo può celarsi un uomo (o una donna) a caccia di nuove sfide, una persona intelligente, curiosa, alla ricerca di un lavoro sempre stimolante e di nuovi problemi da risolvere. “Lascio Google per unirmi a Facebook -  ha comunicato Rosenstein ai suoi colleghi nel 2007 – Mi unisco ad una compagnia che emerge solo una volta ogni tanto, una compagnia che è la Google di ieri e la Microsoft di tanto tempo fa. Una compagnia dove un buon numero di persone straordinarie e brillanti si riuniscono per nutrire la loro genialità. Una compagnia che riesce a fare con 60 ingegneri quello che non riescono a fare altre aziende con 600“.

La voglia di nuovi stimoli può essere una valida interpretazione all’esodo dei dirigenti da Google a Facebook, ma può anche spiegare tutta una serie di adii al colosso di Mountain View che con Mark Zuckerberg non hanno nulla a che fare. Chris Sacca, Gokul Rajaram, Adyn Senkut, Paul Buchheit, George Hjarik, Sataya Patel, Steffen Mueller, Vanessa Fox, Kevin “Fury” Fox, Brian Dick, Sean Dempsey, Andrea Zurek, Sean Knapp e Nathan Stoll sono alcuni dei nomi di ex impiegati di Google che hanno iniziato una nuova avventura professionale. Douglas Merrill, (Chief Information Officer di Google) seguirà la sua passione per la musica unendosi al team di EMI il prossimo 28 aprile, diventando il responsabile di una nuova divisione che si occuperà di strategie digitali, tecnologia e sviluppo. Mentre moltissimi ex-googler compaiono tra i principali investitori di internet company in fase di start up: Zillow, Twitter, PhotoBucket, Dogster, Yapta, BrightRoll, CakeFinancial, MesmoTV, PowerSet, SayNow e BuzzLogic oggi sono realtà grazie ad angel investors volati direttamente dalla Silicon Valley.

Crediamo che la caparbietà di professionisti eccezionali scesi dai piani alti di un colosso internazionale sia capace di aprire nuove straordinarie prospettive per aziende più piccole di cui va sottolineata, tuttavia, l’ audacia di agire, talvolta, con maggiore rapidità e un coraggio unico nell’affrontare le nuove sfide.
Google, a suo tempo era, per Microsoft, la spina nel fianco che ora identifica nell’azienda di Mark Zuckerberg. Facebook di oggi potrebbe essere Google di domani, e se i grandi manager con grandi idee continueranno ad avere sete di nuove avventure siamo convinti che non sarà mai detta l’ultima parola.

Claudia Saputo
Pressoffice Ciaopeople

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