Il programma AdSense for video di Google, la cui versione beta pubblica è stata lanciata lo scorso 21 febbraio sul blog InsideAdsense, utilizza due formati di advertising poco invasivi, InVideo e gli advertising testuali overlay. La standardizzazione di entrambi potrebbe portare con il tempo ad una preferenza per la pubblicità meno intrusiva e più efficace rispetto ad altre forme quali i pre-roll e post-roll.
L’advertising online si è imposto in maniera decisiva negli ultimi due anni come riportano i dati de report della Iab, The Interactive Advertising Bureau, e di PwC, PricewaterhouseCoopers, secondo cui nel 2006 gli introiti provenienti dalla pubblicità su internet negli USA hanno raggiunto 16.9 miliardi di dollari, un aumento del 35% rispetto al 2005 e nel 2007 hanno superato i 21 miliardi di dollari, un aumento del 25% rispetto agli introiti dell’anno precedente.
Impossibile quindi da parte delle aziende, degli inserzionisti e degli editori di contenuti online ignorare l’advertising online. Infatti, negli ultimi tempi si sono sviluppati vari formati di advertising online tra cui i pre-roll, mid-roll, post-roll, overlay e gli annunci on demand.
La linea di condotta di Google nel settore dell’advertising è stata sempre ben precisa, puntando su caratteristiche fondamentali per equilibrare l’esperienza dell’utente, l’attività dell’editore di contenuti online e gli inserzionisti. Una delle priorità che da sempre l’azienda intende rispettare è quella di soddisfare l’esigenza dell’utente proponendo dei formati che rispondono ai suoi bisogni reali e che siano poco intrusivi.
Il programma AdSense for video continua a seguire questa politica di advertising e sceglie infatti come formati gli InVideo adottati su YouTube e gli advertising di testo overlay, garantendo in tal modo all’utente di non essere sopraffatto da video pubblicitari e di non essere disturbato nella visione di un determinato contenuto. Gli InVideo funzionano in questo modo: il video che si sta guardando si ferma e si apre un finestra più piccola con un video commerciale che l’utente può chiudere in ogni momento e riprendere il video originale. L’advertising testuale è un banner e quando l’utente clicca su di esso viene rimandato al sito web dell’inserzionista.
Sul blog InsideAdsense si specificano anche le modalità di pagamento degli inserzionisti in base alla scelta di InVideo o di overlay: il primo prevede un pagamento CPM (costo per mille impressions), mentre gli overlay vengono pagati su CPC (costo per click) e la disponibilità a provare la versione beta di AdSende for video solo per gli editori che forniscono un milione di video stream all’anno e che sono localizzati negli Stati Uniti con siti in lingua inglese.
Con AdSense for video Google quindi detterebbe legge anche nel mercato dell’advertising online, standardizzando i suoi formati di advertising.
È il caso però di dire che non tutti i mali vengono per nuocere. Perseguendo la sua linea di condotta politcally correct per quel riguarda il modo di fare pubblicità online, Google prende le distanze da formati quali il pre-roll o post-roll, entrambi invasivi e poco adatti al web. Una scelta questa, che può considerarsi a favore dell’utenza che non soccombe ad un advertising intrusivo e a favore degli inserzionisti a cui vengono offerti metodi di advertising più efficaci.
Simona Fiore
Redazione Qbr Magazine









