Pare che le fobie siano cicliche.
Ogni qual volta si ripresentano, si scatena sempre un brusìo che alimenta da solo un panico che il più delle volte è ingiustificato.
Specie se queste paure sono collegate ai social network, un luogo pubblico che chiede un tributo di immagine e informazioni del tutto personali per esistere in rete.
La violazione della privacy, poi, è un tema bollente che richiama l’attenzione di milioni di utenti che si precipitano alla ricerca di notizie su come schermare ciò che non desiderano mostrare a tutti, ma tenere riservato per gli amici.
Facebook è più volte stato accusato di aver usato, senza consenso, le foto degli utenti all’interno degli annunci pubblicitari che apparivano sulle sue pagine.
La questione si è ripresentata anche negli ultimi mesi del 2009 suscitando un sentimento di debole protesta tra gli iscritti al social network.
Inside Facebook smentisce queste voci, è tutto falso.
Nessuno può mettere foto provate all’interno di advertising web senza il consenso dei proprietari.
E’ anche vero che una compagnia pubblicitaria esterna aveva iniziato a fare una cosa del genere, ma la cosa è stata subito fermata.
Se proprio no ci si fida di Facebook, si può sempre andare a modificare le impostazioni sulla privacy e rendere le immagini personali non pubblicizzabili.

Fabrizio Di Meo









