Per l’Employment Law Advisory Services (ELAS), secondo il Telegraph, sono una sciagura.
I siti come Facebook e Twitter rendono i dipendenti delle aziende pelandroni e li distraggono dai loro compiti.
Molte società si lamentano perché il rendimento dei loro lavoratori è in forte calo a causa del tempo che questi passano sui social network durante l’orario d’ufficio.
“Sembra quasi pari al bisogno di nicotina che hanno i fumatori”, afferma Giles Ridgeway leading consultant dell’ELAS, una dipendenza dallo strumento digitale quindi.
Molti dirigenti sono in procinto, per questo, di pianificare l’introduzione di un limite massimo consentito ai dipendenti per poter navigare nel loro network.
Un ritaglio di tempo per appagare la voglia degli utenti lavoratori di rimanere connessi con il web.
Un provvedimento che promette di introdurre un break simile alla pausa per la sigaretta nelle condizioni contrattuali di lavoro.
Un modo per prevenire un calo della produzione e per arginare la dipendenza degli utenti dalla rete sociale in luoghi poco consoni a questa pratica.
Fabrizio Di Meo









