Set 01

votoI social networks in questi ultimi anni sono stati artefici di una rivoluzione culturale che ha progressivamente cambiato il modo di comunicare e di tenersi in contatto; anche il mondo politico ha cominciato a cogliere le opportunità che solo il web 2.0, ed in particolare i social networks possono offrire.

That, I think, was probably one of the biggest surprises of the campaign, just how powerfully our message merged with the social networking and the power of the Internet.”  E’ sintetizzato da questa dichiarazione il pensiero di Barack Obama, candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, sull’apporto ricevuto dai social networks in fase di campagna elettorale.
Secondo i media Statunitensi, è stata proprio la massiccia presenza su portali quali Facebook e Myspace la chiave del successo da parte del Senatore dell’Illinois sulla più quotata Hillary Clinton, la cui macchina elettorale è stata definita “jurassica”, rispetto a quella di Obama.

Uno dei fattori che ha reso Internet il mezzo preferito dagli Americani per valutare un candidato prima di affidargli il proprio voto è da ricercare nel fatto che vengono totalmente eliminati i filtri costituiti da giornalisti ed esperti del settore. L’attività politica su un social network porta ad un confronto continuo “elettori-candidato” e permette al candidato stesso di farsi conoscere anche sul piano umano.

Il primo ministro Danese Rasmussen è stato uno dei pionieri da questo punto di vista, ha costruito il suo profilo su diversi social networks, postando articoli quasi ogni giorno e condividendo i suoi interessi (canzoni di Bruce Springsteen, l’ultimo libro di Khaled Hosseini, jogging). Inoltre, alla vigilia delle elezioni ha invitato gli oltre 4000 membri del suo network a fare una corsa nel parco di Copenaghen ed a mangiare un kebab, per dare un segnale distensivo verso la comunità Islamica.
Sempre in Danimarca si registra il caso di Bent Soelberg, il primo deputato al mondo ad essere eletto avendo pianificato la propria campagna elettorale totalmente sui social networks.
Soelberg esperto d’informatica alla Business School di Copenaghen ha dichiarato: “Tralasciando il fatto che le  spese che ho dovuto sostenere sono state irrisorie rispetto a quanto avrei dovuto investire per l’acquisto di spot o manifesti pubblicitari, ho economizzato anche il mio tempo, sui social networks i contatti sono sempre utili, sono tutti potenziali elettori”.

Il panorama politico Italiano, solo adesso sta cominciando ad affacciarsi a questa nuova forma di democrazia diretta, basata sulla politica partecipativa .
Il primo a sfruttare le opportunità offerte dal web 2.0 ad uso sociale nel nostro paese è stato Beppe Grillo; il suo blog è ad oggi fra i più letti al mondo. Un successo di tali dimensioni ha reso necessario da parte di Grillo la creazione di un vero e proprio social network teso a favorire l’aggregazione e lo scambio di opinioni da parte dei suoi sostenitori:Meetup.
Sull’onda dell’ “Obama-effect” il Partito Democratico nella figura del suo leader Veltroni, ha da poco inaugurato il PD network “che unisce chiunque voglia promuovere, sostenere o partecipare attivamente alle attività del PD”.

Noi di Ciaopeople, ci auguriamo che la politica Italiana sappia cogliere a pieno le immense potenzialità che il web 2.0 le mette a disposizione, considerando inoltre che i cittadini si allontanano sempre di più dai media tradizionali a favore del web, e che questo trend porterà nel 2011 ad un sostanziale pareggio per quel che concerne gli introiti derivanti dalla pubblicità fra media tradizionali e siti Internet.
Alla luce di queste considerazioni crediamo inoltre che i tempi siamo maturi per affermare che, negli anni a venire anche in Italia, e perché no, proprio partendo da Ciaopeople, il più grande social network Italiano, gran parte dello scontro politico si svilupperà a colpi di “ Vuoi entrare a far parte del mio network?”.

Ferdinando Cirillo
Webmarketing Manager

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