Da Qbr a Ciaopeople: cambiare marchio, che fatica! Intervista a Sergio Esposito
2008 ore 9,40
postato da ciaopeople
Qbr.it cambierà. Nella forma e nella sostanza. Insieme ad una nuova piattaforma che darà ai nostri utenti nuove e più divertenti funzionalità, il social network si trasformerà nel nome e nel marchio, disegnato per noi da Sergio Esposito, art director di Nascar (la Communication Company partenopea che ha gestito il portale fino al 2007) e creativo di fama.
Prende vita quindi Ciao People, la nuova identità di una community che già esiste ma vivrà dei cambiamenti straordinari che la renderanno più bella, accogliente, e soprattutto più grande e divertente.
Abbiamo scelto un nome capace di comunicare i tipici valori che sono alla base del concetto di social network (socialità, amicizia, comunità) ad un pubblico vasto come il mondo e abbiamo adottato un logo, nato dopo mesi di progettazione, che rivoluzionerà totalmente la “vecchia” immagine. Fresco, solare e dotato di una simpatica “mascotte” che ci accompagnerà nel cambiamento identificando la community.
Per spiegare al meglio ogni aspetto del cambio di identità visiva abbiamo fatto quattro chiacchiere con colui che per noi ha progettato il nuovo marchio e ne è venuta fuori un’intervista nella quale Sergio ci spiega cosa vuol dire per un’azienda renaming e restyling della propria immagine, ci racconta le difficoltà incontrate in fase di progettazione e i perché del nuovo marchio Ciao People.

Qbr cambia naming e marchio. Quanto è delicato per un azienda un momento del genere?
Molto delicato. Ho sempre pensato che decidere di cambiare il proprio brand è un segnale di maturità aziendale, di propensione verso il futuro e in generale di positività nei confronti del proprio business. Cambiare il proprio naming, lo è ancora di più.
In questo caso non credo però si debba parlare di un semplice renaming: Ciao People è molto di più. Raccoglie e rafforza l’importante eredità di Qbr, arricchendola di contenuti e di stimoli nuovi che accoglieranno di certo il favore e l’attaccamento di tutti gli utenti. Ciao People spiega già nel suo nome le ragioni del cambiamento: due parole lo compongono, entrambe internazionali ed entrambe semplici e dirette. Possiamo parlare a tutto il mondo attraverso un linguaggio universale, il linguaggio della rete, il linguaggio del social network.
Il logo è uno strumento di comunicazione fondamentale per qualsiasi azienda ma la comunicazione è l’essenza stessa di un social network: quanto è importante quindi il marchio per un’azienda come la nostra?
Ci sono diversi tipi di marchi, di logotipi, e ognuno ha sempre in sè un perchè, un motivo che ha spinto il designer a cercare quella forma, quello stile, quel colore. Il brand per una community però è qualcosa di diverso, deve “dire” subito qualcosa, deve essere capace di parlare a chi lo guarda e deve subito comunicare alcuni valori (l’accoglienza, la comunità, lo stare insieme) tipici del social network. Rappresenta il primissimo livello di interazione, la forma attraverso cui il network comunica sè stesso e si distingue dagli altri, affermando con forza le proprie caratteristiche. Il marchio, per questo diventa un elemento fondamentale, dal quale parte non solo la nuova identità del portale, ma anche il nuovo modo di parlare, il nuovo modo di porsi al suo interno, e nei confronti del mondo intero.
La realizzazione del nuovo marchio di Ciaopeople è stata lunga e ponderata. Che difficoltà hai incontrato?
Le difficoltà sono in ogni progetto, e aumentano quanto più si cerca di centrare con precisione l’obiettivo. Volevamo essere certi di non sbagliare. Forse questa è stata la primaria fonte di stress di tutta la prima fase progettuale. Come dicevo prima, Ciao People raccoglie l’eredità di Qbr; un’eredità impegnativa, una responsabilità di tutti quanti ci hanno dato fiducia. Una sfida progettuale importante è stata riuscire ad interpretare la reazione al cambiamento. Per questo, una forma che si ponesse in maniera assolutamente “friendly” nei confronti dei vecchi utenti, comunicando grande freschezza e novità, ma che riuscisse a parlare con altrettanta efficacia anche a tutti i nuovi utenti che, pur non conoscendo Qbr, entreranno a far parte di questa grande community.
Il passaggio al nuovo marchio segna anche un drastico cambiamento cromatico. Quali sono le ragioni del passaggio ai nuovi colori aziendali?
È stato questo un tema che ci ha fatto pensare molto: quanto tenere e quanto lasciare di Qbr. Alla fine abbiamo deciso che il cambiamento potesse essere più forte, deciso e di impatto se manifestato non solo attraverso un passaggio di forma e nome, ma anche attraverso una evidente rivoluzione cromatica. Quasi all’opposto nello spettro dei colori rispetto al “vecchio” verde e blu, l’arancio che abbiamo scelto vuole allargare il raggio di azione ad un target più ampio; è un colore solare, armonioso, non aggressivo, che comunica attraverso le sue tonalità calde e accoglienti, anche grande freschezza e novità.
Come ti aspetti l’accoglienza dell’utenza verso il nuovo marchio?
Abbiamo lavorato molto. Abbiamo osservato il target di riferimento e abbiamo imparato a conoscerlo e capirlo in anni di esperienza. Ogni cambiamento è però, per definizione, traumatico, e certamente determinerà reazioni di diverso tipo nel popolo di Qbr. Siamo molto fiduciosi però sulla riuscita del tutto e che le reazioni saranno assolutamente positive. Sono anche convinto che la gente si affezionerà presto al nuovo marchio perchè parla e guarda alla gente, ha molto di umano, e ha il nobile scopo di ricordare agli utenti di non perdere mai il contatto con la realtà, e che ogni social network, per quanto grande e complesso possa essere, è formato da tanti singoli individui.
L’elemento caratterizzante del nuovo marchio, oltre al lettering, è senz’altro lo smile arancione dagli occhietti neri. Come nasce? Cosa c’è dietro questa scelta?
La volontà di bucare il monitor. Progettando il nuovo marchio, ho da subito avvertito la necessità di avere l’appoggio e l’aiuto di qualcuno, una specie di “esserino” che ci guidasse tutti nel passaggio, e che fosse il volto della nuova community. Stiamo cercando ancora un nome da dargli, e abbiamo pensato di coinvolgere per questo tutti gli utenti, in una specie di gara creativa alla ricerca del nome più giusto e veramente voluto dalla community. Dal punto di vista del design, il segno in sè, vuole essere la sintesi dell’interazione tra gli utenti e l’utente stesso, con la propria personalità, il proprio carattere. per questo, le linee che compongono la “faccina”, sono nette e decise, ma non eccessivamente caratterizzate, perchè potesse essere il volto e il non-volto di tutti. Sorride con gli occhi, e parla un linguaggio universale, quello dei segni. Comunica vivacità e accoglienza; ti invita a partecipare, a sentirti uno di noi, e ti dice che questo non è un mondo pericoloso, ma è un posto in cui ognuno di noi può essere anche semplicemente uno smile, che sorride con gli occhi.
Il marchio è pronto ormai da mesi e in azienda è amato da tutti. Aspettiamo il verdetto dalla community!
Claudia Saputo
Press Office Ciaopeople








































EN Ciaoblog
23.06.2008 alle 10:21 pm
Non sapevo che il logo l’avesse realizzato Sergio…visto che spesso i nostri impegni non ci danno l’occasione di confrontarci sul nostro lavoro, ne approfitto qui per esprimere la mia stima nei riguardi di una delle persone che, secondo me, riesce a materializzare le proprie “visioni” in maniera semplice, pulita ed immediata, segno evidente di una passione smisurata per il proprio mestiere.
…ragazzi IN BOCCA AL LUPO per Ciao People